Pratiche di respirazione e consapevolezza per genitori e bambini

Respirazione e consapevolezza

Respirare… Ti sei mai ascoltata o ascoltato attentamente mentre respiri? Come lo fai? Respiri principalmente con il torace? Oppure con l’addome? Usi la bocca? Oppure solo il naso? Come si modifica il tuo respiro nel corso della giornata? Mentre ti muovi, mentre riposi, mentre lavori…

Respirare è un processo del nostro corpo così automatico che la maggior parte del tempo non ci si presta attenzione. Eppure il respiro ci può dire molto di noi stessi e di come viviamo la nostra vita! Il respiro è come se fosse una cerniera tra il fisico e lo psichico, tra corpo e mente.

Fermati un attimo ora, chiudi gli occhi e ascolta… osserva il ritmo del tuo respiro, le parti del tuo corpo che si muovono: addome, torace, clavicole… il lavoro delle tue narici, la bocca… cosa noti?

Respirare è la prima azione che facciamo quando veniamo al mondo e l’ultima prima di lasciarlo.

Interessante, no?

Il respiro ci accompagna in ogni istante della nostra vita, senza sosta. Si dice che in media un adulto faccia circa 20.000 atti respiratori al giorno, ovviamente il numero cambia anche in base alle attività che si svolgono.
Dunque capiamo che se impariamo a conoscerlo e a controllarlo diventa davvero un nostro prezioso alleato!

Come fare?

Alle volte basta solo osservarci per qualche istante, con gli occhi chiusi, per entrare in connessione con noi stessi e capire qualcosa in più di noi.

Già con il brevissimo esercizio descritto sopra iniziamo a conoscere meglio questo atto automatico. Aumentando piano piano il livello di consapevolezza iniziamo anche a capire come controllarlo e di conseguenza come migliorarlo nei diversi momenti della nostra vita.

E questa semplice pratica di osservazione e comprensione si può fare anche insieme ai nostri piccoli! Loro sono dei maestri del respiro profondo, anche se a livello ancora inconsapevole. 

Ora osservate la vostra bambina o il vostro bambino mentre respira, notate quali parti del corpo utilizza quando è tranquillo, quando dorme, quando è affaticato o piange e provate a imitarlo nel movimento.

Come vi sentite? Cosa vi succede quando il respiro si velocizza e si fa più “alto” nella zona del petto? E quando rallenta e l’addome si muove con regolarità gonfiandosi e sgonfiandosi?

A quali momenti corrispondono questi cambiamenti del processo respiratorio?

Forse avrete notato come una respirazione “alta” abbia un ritmo più rapido e sia associata a momenti di fatica fisica o mentale, pianto, agitazione, stress: tutto il corpo si attiva, il sangue circola più velocemente, il metabolismo accelera, la pressione sanguigna aumenta e l’organismo si prepara per una risposta rapida di attacco o fuga.

Una respirazione addominale, invece, è più lenta e tranquillizzante, utilizzata soprattutto nei momenti di riposo, relax o benessere, mantiene l’organismo sano, vitale e in armonia: chi respira piano vive certo più a lungo!

Indubbiamente entrambe sono importanti, ognuna ha la sua funzione precisa e il suo momento specifico… sta a noi capire quale stile di respirazione vogliamo adottare e mantenere CONSAPEVOLMENTE per la maggior parte del nostro tempo!

Bene, ora che vi siete osservati e avete sperimentato su voi stessi i cambiamenti di ritmo imitando anche la respirazione della vostra bimba o del vostro bimbo è giunto il momento di provare a praticare insieme a lei o lui la tecnica dell’ascolto consapevole.

LA TECNICA DELL’ASCOLTO CONSAPEVOLE

In un momento tranquillo e di sintonia chiedete al vostro bambino di sedersi comodamente vicino a voi, con la schiena dritta, chiudete gli occhi, appoggiate ognuno una mano sulla sua pancia e una sul petto e state in ascolto. Dopo qualche momento di attenzione guidate il vostro bimbo con osservazioni semplici adatte alla sua età per renderlo consapevole di come sta respirando, quali parti del corpo muove, come è il suo ritmo… Dopo qualche minuto riaprite gli occhi e confrontatevi amorevolmente su quello che avete esperito e compreso.

Se vi va potete replicare questa piccola pratica sedendovi ora più vicini e uno di fronte all’altro, in modo da riuscire a portare le mani sul petto e sulla pancia del vostro bimbo e lui sul vostro corpo. Guidate nuovamente l’ascolto, ma questa volta dell’altro, e poi ad occhi aperti confrontatevi con gentilezza su ciò che avete sentito, provato e capito dell’altro.

Questa è una pratica molto bella che potete provare anche da soli con il vostro partner oppure a tre scegliendo di mettere le mani solo sugli addomi o sui toraci!

Praticando l’ascolto profondo e costante del nostro respiro e di noi stessi svilupperemo sempre più strumenti e comprensioni utili non solo per noi ma anche per aiutare i nostri piccoli all’ascolto e comprensione di loro stessi, per educarli alla modulazione del ritmo respiratorio nei momenti di bisogno e per aiutarli in quel profondo e fondamentale processo di (ri)connessione con la loro vera essenza.

Provare per credere 😊

Namasté, Jessica

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